Aprile 2020

Il tempo presente è cupo, mutevole, esigente; forse è anche l’inizio di trasformazioni progressivi e indispensabili. Trascriviamo qui il bello articolo della Libreria Stendhal; la libreria francese di Roma.



Vi invitiamo inoltre a visitare i siti web dell’Alliance Française e Réservoir des livres numériques libres della Académie de Toulouse.

In seguito all’annuncio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che aveva fissato la data di riapertura delle librerie per martedì 14 marzo, abbiamo deciso, visto la situazione sanitaria del paese e per rispettare la sicurezza di tutti, di non aprire al pubblico. 

Questa decisione non è stata facile da prendere. La situazione economica della libreria è, e rimane, drammatica. Il fatturato di marzo è sceso dell’ 80% e quello di aprile si preannuncia pari a zero. Abbiamo spese fisse che sono elevate e non prorogabili. Non abbiamo liquidità e gli aiuti finanziari annunciati non sono ancora arrivati. Copriranno comunque, nel migliore dei casi, solo 10 giorni di chiusura. 

Amiamo il nostro lavoro e abbiamo fretta di rimettere in moto la libreria, ma rifutiamo di farlo nelle attuali condizioni. 

Ricordiamo in effetti che : 

1/ Il decreto del 14 aprile non fornisce indicazioni chiare in materia di sicurezza sanitaria. Mancano adeguate informazioni sia sulle modalità con cui procedere alla sanificazione degli spazi, che sulle distanze di sicurezza da tenere in un luogo con delle scaffalature strette. Non è chiaro inoltre come debba avvenere, in condizioni di sicurezza, neppure lo spostamento dei clienti che abitano lontano nè quello del nostro team di lavoro. 

2/ Non siamo in grado di ordinare i libri. In Francia i fornitori ed i trasportatori sono ancora chiusi. 

3/ La libreria non può permettersi, a fronte di un’attività minima, di pagare lo stipendio di tre librai e contestualmente di sostenere spese fisse che non si possono posticipare. Inoltre, in caso di riapertura, verrebbero meno anche gli aiuti temporanei sull’affitto che sono stati proposti dallo Stato. 

Reinventare un luogo, basato sul contatto e sullo scambio, non sarà facile. Il mestiere di libraio non consiste nel rimettere o spedire libri, ma è basato sul contatto e sul dialogo, difficili da praticare ad un metro di distanza, dietro una maschera e dei guanti. 

Siamo felici che il governo abbia preso coscienza dell’importanza sociale e culturale delle librerie, ma questo interesse inaspettato rivela anche una non conoscenza del funzionamento e dell’ economia del luogo. 

Come sapete, lo statuto economico delle librerie indipendenti e, nel caso nostro, anche delle librerie all’estero, è già in tempi normali precario e fragile. 

Senza supporti strutturali delle istituzioni italiane e francesi – con le quali abbiamo dei rapporti economici e politici – dei distributori, ma anche e soprattutto di tutta la comunità dei lettori, sarà difficile uscire fuori da questa crisi. 

Lavoriamo a delle alternative che, nell’attesa di tempi migliori, permetteranno alla libreria di sopravvivere ed a voi, i nostri lettori, di rimanere in contatto con la libreria stessa. 

Nel frattempo, attiveremo un servizio telefonico. Il venerdì, dalle 10 alle 18, saremo a disposizione per rispondere sulla disponibilità dei titoli in libreria, per metterli da parte per quando avverrà la riapertura o anche, nel caso sia utile, per consigliarne altri. Noi risponderemo, il venerdì, a tutte le vostre chiamate ma la libreria resterà tuttavia chiusa al pubblico. 

Nell’ attesa della riapertura, abbiate cura di voi . Leggete le vostre vecchie pile di libri e leggete quelli che, in formato digitale, tanti editori stanno mettendo a disposizione. Noi continueremo a diffonderli attraverso le nostre reti sociali . 

Dobbiamo elaborare insieme nuovi modi di vivere e leggere, ma anche di ritrovarsi. Vi ringraziamo per i numerosi messaggi di sostegno che stiamo ricevendo e presto vi presenteremo anche dei modi per sostenere la ripartenza della libreria. 

Grazie a tutti ed a presto, Marie-Ève